Riportiamo la Politica in piazza

di Simone Nardone

Nell’epoca in cui il dibattito politico si è trasferito sui social e in cui sta prendendo sempre più piede la figura dell’influenzer, evoluzione del “tuttologo del web”, c’è davvero bisogno di confrontarsi in un’arena pubblica che ricordi addirittura la tradizione classica.

C’è un incredibile bisogno di confrontarsi sui temi, di entrarci dentro capendo, o almeno rispettando, il pensiero altrui. C’è un profondo bisogno di dire la propria – e questo non può che essere un bene, è il sale della libertà e della democrazia – ma c’è altrettanta necessità di non nascondersi dietro pensieri approssimativi, conclusioni affrettate.

La responsabilità che abbiamo nelle nostre città, ma ancor prima nelle nostre vite, in un’epoca dove si fatica a trovare punti di riferimento e ci si permette di seguire “chi urla più forte”, la pacatezza del dibattito dovrebbe tornare ad essere il sale del confronto democratico. In un’epoca dove i partiti fanno fatica a creare un dialogo serio su importanti tematiche, l’unico modo per uscire dall’impasse e garantire la formazione politico-sociale è mantenere sempre acceso quel focolare della cittadinanza attiva.
Come? Avviando dibattiti pubblici dove poter partecipare senza il timore di essere additati, senza il preconcetto di essere derisi, senza il bisogno di cercare maggioranze. Perché? Perché nessuno può toglierci il desiderio di voler dire la nostra, perché dal confronto, quello sano, fuori da schieramenti, divisioni e ancor più libero, senza limiti, se non quelli sanciti dalla Costituzione, niente e nessuno può dirci cosa dire e ancor peggio cosa pensare.

Per questo la nostra associazione non poteva non cogliere un desiderio sollecitato da più parti: attivare di forum pubblici, di riportare temi e persone al centro del confronto. Chi crede in ciò, indipendentemente da pensieri e idee personali, è ben accetto ad un evento che, se dovesse andare come abbiamo pensato, farebbe quanto meno notizia. E ammesso che non la faccia, avrebbe arricchito ognuno dei partecipanti e indirettamente la nostra comunità, che poi rappresenta il bene comune, tema che dovrebbe essere caro ad ognuno di noi.

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