Strada insicura o vite indifferenti

di Mariangela Mastrobattista

Ci sono luoghi che percepiamo come familiari. Posti che vediamo, percorriamo, che sono parte del nostro ordinario e che purtroppo, spesso, si trasformano in luogo di dolore. Jack Kerouac nel suo bestseller “On the road” scriveva: “Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non si può finire in nessun altro posto, no?” Questo dovrebbe essere il senso e lo scopo di una strada, di qualsiasi strada: poter raggiungere una meta senza insidie durante il cammino.

Tuttavia non è questo il caso della SR 637 Frosinone-Gaeta, in quel fatale tragitto Lenola-Fondi, teatro di innumerevoli incidenti che hanno scosso, anche in queste settimane, le comunità del territorio.
Dopo l’ennesima tragedia avvenuta in località Vallebernardo, presso uno dei tratti tra i più pericolosi, l’Amministrazione comunale ha voluto affrontare il tema della sicurezza stradale insieme ai cittadini. Questi ultimi, da anni sollecitano un intervento concreto dell’ente preposto alla manutenzione della strada, ovvero l’ASTRAL e richiedono l’attenzione degli organi responsabili della tutela della sicurezza pubblica.

Tante le segnalazioni già agli atti, i documenti prodotti, e i rilievi sui luoghi che attestano “l’usura” del manto stradale. Questo, inoltre, diventa una “spugna” o “una lastra di ghiaccio” a seconda degli eventi climatici e degli agenti atmosferici che determinano, in modo esclusivo o concorrente, i numerosi incidenti verificatisi. Bisognerebbe intervenire e al più presto. Come? Con la messa in sicurezza della strada, con interventi relativi al piano viario, che non può prescindere dall’introduzione di una segnaletica più puntuale, che, secondo gli esperti, è risalente nel tempo ed inadeguata. Tutto questo dovrebbe essere sempre accompagnato da una condotta di guida improntata alla estrema prudenza. La strada, infatti, viene percorsa dalla maggior parte degli automobilisti in violazione dei limiti di velocità imposti. Dunque, al fine di sensibilizzare gli stessi, soprattutto i più giovani, si potrebbe realizzare una campagna di eventi mirati ad affrontare, attraverso conferenze, la tematica dell’educazione stradale. Si dovrebbero, forse, introdurre degli autovelox ed abbandonare la pessima abitudine di utilizzare lo smartphone alla guida, ma in questo caso parliamo di regole già previste dal codice della strada.

Un altro aspetto su cui riflettere riguarda la tutela del bene vita, bene primario, che, in quanto tale richiede il massimo rispetto. Si sente spesso dire: “doveva andare così.” Ma probabilmente questa è la voce dell’indifferenza. Oggi ci si chiede: “Doveva andare così?” A questa domanda i lenolesi oggi pretendono una risposta che, almeno stavolta, non li lasci nell’indifferenza.

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