Scommettiamo che non se ne parlerà?

di Gianmarco di Manno

Il gioco d’azzardo coinvolge un numero sempre più ampio di persone di ogni età. Giovani, anziani con pensioni minime, famiglie monoreddito, adulti soli con minori sono le categorie più propense a cercare nel gioco d’azzardo una possibilità di guadagno facile e immediato. Tentare e ritentare sempre più spesso la fortuna, giocando d’azzardo, può indurre involontariamente a trasformare un gioco in una vera e propria malattia.

E’ importante, perciò, la sinergia tra istituzioni, specialmente Comune-Regione, con iniziative che indaghino il problema, sensibilizzino i giovani, aiutino chi è in difficoltà.

Benchè non manchino gravi momenti di “distrazione istituzionale” (si pensi alla precoce riapertura delle sale slot post emergenza sanitaria), sono numerose le azioni messe in campo dai vari attori.

Nella città di Fondi sono scesi in campo la Diocesi di Gaeta, l’associazione Libera Presidio Sud Pontino, il Comitato di Fondi della Croce Rossa Italiana e ADRA Italia con un Tavolo di Lavoro contro l’azzardo, portato in piazza con la Tenda del Buon Gioco per promuovere la consapevolezza che l’azzardo non è un gioco, è una dipendenza. Inoltre l’amministrazione, nel 2019, ha stipulato una serie di protocolli d’intesa con gli ordini degli avvocati e dei commercialisti mirata all’apertura di uno sportello di assistenza normativa.

Il problema è avvertito molto in città. Fondi, nel 2018, ha speso in azzardo più di 70 milioni di euro, con un incremento del 6% rispetto all’anno precedente.

In occasione delle prossime amministrative, sarebbe un segnale forte e positivo leggere nei programmi elettorali proposte che mirino a limitarne la diffusione. Un’idea potrebbe essere quella di modificare il Regolamento comunale del 2018 stabilendo quanto segue: attivare una rete di associazioni “no slot” coordinata dal Comune, stabilire orari precisi durante i quali poter giocare alle slot machine, prevedere uno sgravio fiscale sulla Tari per gli esercenti che decideranno di disinstallare le macchine da gioco, un aggravio di tasse ai negozianti che mantengono le macchinette e/o gratta e vinci, un bollino di riconoscimento agli operatori virtuosi che si privano delle slot. Altrove lo fanno, perchè non provare?

Commenta